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L'Uc Bergamasca 1902 è l'ultracentenaria società ciclistica orobica che vanta una gloriosa storia fatta di corse, vittorie, dirigenti, atleti e tanti ragazzi lanciati nel mondo del professionismo.

Il presidente in carica è Nerio Marabini che è succeduto nella carica nell'ottobre 2011 al Comm. Fedele Bettoni che aveva guidato la società per ben 43 anni.

Dopo diversi anni tra i dilettanti dal 2011, la società si è dedicata all'attività nella categoria Juniores, prima di tornare di nuovo fra gli Elite e Under 23 dalla stagione 2015.



BERGAMO (BG) – È la randonnée più lunga e più famosa al mondo. 1.230 chilometri da percorrere in bicicletta in poco più di tre giorni e quattro notti, con circa 11.000 metri di dislivello. È la Paris-Brest-Paris Roandonneur. Un’avventura, un’impresa stoica che Vincenzo Gamba, il raider dell’Uc Bergamasca 1902, 64 anni, oggi ha aggiunto alla sua personalissima bacheca già ricca di imprese in bicicletta, come quelle in solitaria a Capo Nord (2 volte), da Mosca a Bergamo, sul percorso della ritirata di Russia, e a San Pietroburgo.
Un altro obbiettivo raggiunto. Un’altra perla che si aggiunge alla ultracentenaria storia dell’Uc Bergamasca 1902 del presidente Nerio Marabini (nella foto d’archivio Vincenzo Gamba con Marabini).
Oltre 6.000 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo hanno preso parte all’avventura. Circa 400 gli italiani, numerosi anche i bergamaschi e tra questi anche Vincenzo Gamba, amatore di Ubiale Clanezzo tesserato proprio per la storica società orobica.
Così, poche ore dopo aver terminato l’impresa, ci racconta questa nuova esperienza: “Sono partito domenica scorsa alle 18. Dovevo finire entro le 90 ore, quindi arrivare entro il mezzogiorno di oggi e sono contento perché è andata molto bene riuscendo a terminare poco prima delle undici di questa mattina. È una manifestazione fantastica, affascinante. È bello poter condividere questa esperienza con tantissime persone provenienti davvero da ogni angolo del mondo. Vi si può partecipare poi con diversi tipi di biciclette, anche d’epoca o delle più strane. Ho visto qualcuno anche in Graziella. Lungo il tragitto – ha continuato nel suo racconto Gamba – ci sono dei passaggi obbligatori dove bisogna “timbrare” il passaggio e dove si può anche trovare qualcosa da mangiare. Se si vuole quindi ci si ferma, si può dormire un po’ sul tavolo e poi si prosegue. Ma di fatto si pedala quasi tutto il tempo. Praticamente in quattro notti io personalmente ho dormito solamente cinque ore. Sono molto contento di come è andata. Cosa mi aspetta ora? Tanto riposo!”, conclude con un sorriso un affaticato, ma soddisfatto Vincenzo Gamba a cui l’Uc Bergamasca esprime i migliori complimenti.